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Ti è mai capitato di scaricare un’immagine da internet, vederla bellissima sul tuo schermo da 27 pollici, ma trovarla minuscola o completamente sfocata una volta stampata su un semplice volantino A5?
Il problema non è della stampante e nemmeno dei tuoi occhi. Il problema sta nel non conoscere la differenza tra dimensione digitale (Pixel) e densità fisica (DPI). In questa guida scaveremo a fondo per capire come queste due unità di misura interagiscono tra loro.
1. Il Pixel: L’atomo del mondo digitale
La parola “Pixel” deriva dalla contrazione di Picture Element. Immagina il pixel come un piccolissimo quadratino di colore. Se metti insieme migliaia di questi quadratini, ottieni un’immagine.
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Il Pixel non ha una dimensione fisica: Se ti chiedessi “quanto è grande un pixel?”, la risposta corretta sarebbe: “dipende dallo schermo”. Su un vecchio monitor un pixel è grande; su un moderno smartphone è così piccolo che l’occhio umano non lo distingue.
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Risoluzione Digitale: Quando diciamo che una foto è “1920×1080 pixel”, stiamo solo dicendo da quanti quadratini è composta. Non sappiamo ancora se quella foto coprirà un francobollo o un cartellone pubblicitario.
2. Il DPI: Il ponte verso il mondo fisico
Qui entra in gioco il DPI (Dots Per Inch), ovvero “Punti per Pollice” (1 pollice = 2,54 cm).
Mentre il pixel definisce la quantità di informazioni, il DPI definisce la densità con cui quelle informazioni vengono schiacciate sulla carta.
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In termini semplici: Il DPI dice alla stampante quanti dei tuoi pixel deve “strizzare” dentro un pollice di carta.
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Più alto è il DPI, più i punti sono vicini tra loro, rendendo l’immagine nitida.
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Più basso è il DPI, più i punti sono distanti e grandi, rendendo l’immagine “sgranata” o “pixelata”.
3. La Regola d’Oro: Perché si dice sempre “300 DPI”?
Se lavori nel settore della stampa, avrai sentito questo numero come un mantra: 300. Ma perché proprio 300?
La visione umana, a una distanza di lettura normale (circa 30 cm), non riesce a distinguere i singoli punti se questi sono almeno 300 in un pollice. Sopra i 300 DPI, l’immagine appare come una sfumatura continua e perfetta. Sotto i 300 DPI, l’occhio inizia a percepire i quadratini (i pixel).
Esempio Pratico: > Se hai una foto di 1200x1200px:
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A 72 DPI (standard web), la stampa sarà grande circa 42 cm, ma si vedrà malissimo.
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A 300 DPI (standard stampa), la stampa sarà di soli 10 cm, ma sarà fotografica e perfetta.
4. Il mito del “Basta aumentare i DPI” (Interpolazione)
Questo è l’errore che i tipografi vedono più spesso. Un cliente ha una foto sgranata, apre Photoshop, cambia il valore da 72 a 300 DPI e pensa di aver risolto il problema.
Sbagliato. Aumentare i DPI di un’immagine già esistente non aggiunge dettagli. Il software non può “inventare” informazioni che non ci sono; si limita a sdoppiare i pixel esistenti, creando un effetto sfocato e “fangoso”.
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L’immagine deve nascere ad alta risoluzione. Se la tua macchina fotografica o il tuo smartphone hanno scattato una foto piccola, non c’è trucco digitale che possa renderla nitida su un poster.
5. DPI e distanza di visione: Non tutto deve essere a 300
Ecco un segreto del mestiere: non tutto ciò che stampiamo ha bisogno di 300 DPI. Tutto dipende da quanto lontano si trova chi guarda.
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Biglietti da visita, cataloghi, inviti: Si leggono da vicino. Obbligatorio 300 DPI.
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Poster e manifesti (6×3 metri): Nessuno li guarda a 20 centimetri. Spesso vengono stampati a 72 o 100 DPI. Visti da lontano sembrano perfetti; se ti avvicini vedi i “pallini”, ma a quella distanza nessuno ci fa caso.
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Insegne luminose e maxi affissioni: Possono scendere anche a 30-50 DPI.
6. Come controllare il tuo file prima di inviarlo a Servizi Grafici
Prima di chiudere il tuo file per la stampa, fai questo test rapido:
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Apri il file in scala 1:1 (dimensione reale).
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Imposta lo zoom al 100%.
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Se a monitor vedi i bordi seghettati o l’immagine “sporca”, la stampa sarà identica (o peggiore). Se a monitor è nitida, siamo sulla buona strada.
In sintesi:
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I Pixel sono la quantità di mattoncini che hai a disposizione.
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I DPI sono quanto decidi di stringere quei mattoncini tra loro sulla carta.
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Per una stampa di qualità superiore, punta sempre ai 300 DPI nelle dimensioni finali del tuo prodotto.
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